Il “pennese” Garibaldi

Che Giuseppe Garibaldi fosse stato insignito della cittadinanza onoraria dalla città di Penne era noto agli storici ma non esisteva nessuna prova scritta. Fino a qualche giorno fa, quando durante le operazioni di selezione del materiale dell’archivio di deposito nel Comune di Penne, è stata rinvenuta in modo del tutto casuale una sua lettera autografa, datata 18 marzo 1862, nella quale ringraziava i concittadini di Penne per la generosa concessione della cittadinanza onoraria offertagli. Era stato il Sindaco dell’epoca, Antonio De Caesaris, a conferirgli l’onorificenza, sulla scia di quanto avvenne in molte località italiane, dopo la celebre Spedizione dei mille del 1860. Giuseppe Garibaldi scrive alla città di Penne alla vigilia di una nuova spedizione, passata alla storia con la Giornata dell’Aspromonte, che ebbe luogo il 29 agosto 1862, quando l’esercito regio fermò il tentativo di Garibaldi e dei suoi volontari di completare una marcia dalla Sicilia verso Roma e scacciarne papa Pio IX. Fu in questa occasione che il Generale venne ferito e successivamente arrestato.

Dopo il ritrovamento della lettera, le archiviste Norma D’Ercole e Annalisa Massimi hanno effettuato delle ricerche sui registri delle deliberazioni del Consiglio comunale e di Giunta municipale del periodo, ma non è stata trovata traccia di alcun deliberato in merito. Né si sono trovati riferimenti, al riguardo, nell’esiguo carteggio ottocentesco prodotto o ricevuto dall’Ente nei primi anni dopo l’Unità d’Italia e ancora conservato presso l’Archivio Storico del Comune.  “Si può presumere-spiegano le archiviste-che i consiglieri e il sindaco del periodo, Antonio De Caesaris, conferissero l’onorificenza attraverso un diverso iter amministrativo. A tal proposito sarebbe interessante fare delle ricerche  nei diversi archivi dove è conservata la corrispondenza di Giuseppe Garibaldi”.

La lettera, conosciuta e segnalata in precedenza dagli storici e dalla Soprintendenza archivistica per l’Abruzzo, era stata inclusa fra le molteplici dispersioni accertate dagli archivisti durante i lavori di ordinamento e di inventariazione del fondo documentale del Comune di Penne, portati a termine nel 2001. Adesso finalmente l’importante e raro documento autografo, uno dei pochi rinvenuti in Abruzzo nel suo genere, tornerà a far parte del pregiato fondo archivistico della cittadina vestina e sarà messa a disposizione dei numerosi fruitori che frequentano quotidianamente l’archivio comunale.

Questo il testo originale della lettera:

Quarto, Villa Spinola 13 marzo 1862

All’Onorevole Municipio della Città di Penne

Benemeriti signori,
con sentimento di gratitudine accetto la cittadinanza di cui mi fece onorevole offerta codesta generosa Città.
Prego Voi, Benemeriti Signori di fare gradire ai miei concittadini di Penne il mio fraterno saluto.

Vostro G.Garibaldi.


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