Storia

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Penne sorge in una zona la cui frequentazione da parte dell’uomo risale almeno al Neolitico Medio. Il suo nome deriva da un antichissimo e diffuso toponimo indicante altura rocciosa. Pinna con Peltuinum e Aveia formava la lega vestina.

  PENNE, VEDUTA: litografia di E. Lear, 1846. PENNE, VEDUTA: litografia di E. Lear, 1846

Durante le guerre sannitiche la città non appare esplicitamente, ma solo nei frequenti riferimenti degli storici sui Vestini. Silio accenna a contingenti inviati a Pinna in aiuto di Roma contro Annibale.
Durante la guerra sociale, almeno nell’ultima fase, fu fedele a Roma, tanto che, all’inizio del ‘90 a.C., subì un assedio da parte dei soci. Nell’89 a.C. Pinna fu ripresa dai Romani e, ricevuta la cittadinanza romana, fu costituita a municipio e ascritta alla tribù Quirina. Nella divisione augustea dell’Italia fece parte della IV Regione. Con la riforma di Docleziano, invece, fece parte della V Regione, il Picenum. Questa divisione sembra mantenersi anche nell’Altomedioevo. Dell’antica città restano poche testimonianze, ma recenti ritrovamenti archeologici hanno contribuito a far luce sul periodo romano. Penne fu importante sede vescovile, la sua Diocesi compare con sicurezza solo nel IX sec., anche se molto probabilmente dovette esistere da prima. Fece parte del Ducato di Spoleto e nell’843 della contea dei Marsi come gastaldato. Passò poi in mano franca e al gastaldo si sostituì il potere comitale, ma il potere maggiore era esercitato dal Vescovo.

Intorno al 1060 cominciarono le prime ostilità contro i Normanni che sottomisero la città nel 1087. Subì l’invasione Sveva e continuò poi, come il resto dell’Italia meridionale, a passare da una dominazione all’altra : fu di parte aragonese e nel 1436 venne presa e saccheggiata dall’angioino Jacopo Caldora, che distrusse integralmente il Borgo Nuovo. Nel 1522 Carlo V l’assegnò in dote a Margherita d’Austria, che la elesse a capitale dello stato Farnesiano in Abruzzo, titolo che mantenne anche quando, con l’avvento dei Borboni, l’eredità ducale passò sotto il regno di Napoli.

Nel XVI secolo la città ebbe uno sviluppo notevole dal punto di vista economico, culturale, sociale e artistico.Il Centro Storico, uno dei siti urbani più antichi ed importanti della Regione, si estende su due colli: Colle Castello e Colle Sacro.L’attuale impianto urbano resta prevalentemente di impronta medioevale. Le trasformazioni presenti sono dovute soprattutto ad interventi di epoca Barocca, ma è sempre stato caratterizzato dall’utilizzo del mattone, presente in tutti gli edifici e nei resti di alcune pavimentazioni, che è valso a Penne il titolo di “Città del mattone”. A separare idealmente i due Colli è la piazza intitolata a Luca da Penne, famoso giureconsulto del XIV secolo, consigliere presso la corte di Giovanna I d’Angiò e autore di un commento all’opera di Giustiniano. La Civita di Penne era divisa in sei Rioni: da Capo, di Mezzo, da Piedi, di S.Comizio, di Piazza e di S.Paolo, ciascuno con una propria rappresentanza nel Parlamento cittadino. Ogni rione inoltre aveva un proprio “parlamentino”, come descritto dal Codice Catena, antico statuto comunale. Oltre agli edifici monumentali il centro storico si caratterizza per le “ruette”, stradine strette e ripide che lo attraversano e dalle quali è possibile scorgere angoli suggestivi della città.

Gli edifici monumentali, l’impianto urbanistico, le risorse ambientali e l’elevato numero di manifestazioni culturali, consentono alla città di mantenere ancora una precisa identità storico-culturale di Città d’Arte tra le più interessanti dell’Abruzzo, grazie anche alla presenza di interessanti musei che testimoniano la storia ed il territorio.