La riserva naturale “Lago di Penne”

La Riserva Naturale Lago di Penne, area protetta del parco si estende per 150 ettari nel territorio comunale della città vestina di Penne. È un insieme di vari ambienti: prevalenza di microclima lacustre con zone umide e stagni caratterizzati da vegetazione ripariale. Dal bosco igrofilo si passa al bosco mesofilo e termofilo risalendo sulle colline fino ad arrivare ai coltivi caratterizzati da ulivi e cereali. L’area presenta un’alternanza di zone antropizzate e zone selvagge. Il lago, situato tra il Gran Sasso e la Majella, è un bacino artificiale realizzato da un ristringimento della vallata del fiume Tavo e dal 1987 la Riserva Naturale Lago di Penne costituisce una delle più importanti della Regione.

La Riserva è un importante luogo di sosta e di riproduzione dell’avifauna stanziale, di passo e nidificante.

La Nitticora (Nycticorax nycticorax), che è anche il simbolo dell’area protetta, da diversi anni nidifica nella zona umida della Riserva.

Nella Riserva sono state avviate alcune importanti iniziative di conservazione della fauna, tra le quali il Progetto Lontra del WWF Italia, con la realizzazione sulle rive del lago di Penne di un centro di riproduzione e di educazione del rarissimo mustelide.

Altri progetti di conservazione sono:

- recupero della Testuggine terrestre;

- progetto anfibi;

- progetto capriolo;

- giardino delle Farfalle.

In collaborazione con l’Università “la Sapienza” di Roma, la Riserva Lago di Penne ha concentrato la sua l’attenzione sul progetto Ecologia dei Mustelidi: per la prima volta in Italia sono stati applicati dei radio-collari ad oltre trenta Puzzole (Mustela putorius) allo stato selvatico. I risultati di questa ricerca sono stati sorprendenti, in quanto sono stati acquisiti nuovi elementi conoscitivi inerenti l’ecologia e la biologia della puzzola europea.

Con l’Università di L’Aquila è in corso una collaborazione per le attività del laboratorio entomologico, e la creazione di un nuovo museo della Farfalla, con relativi tirocini formativi del corso di Educazione Ambientale della facoltà di Scienze ambientali.

Il Progetto Anfibi, oltre alla ricerca sul campo inerente l’ecologia delle diverse specie appartenenti a questo gruppo, ha previsto la costruzione di alcuni stagni artificiali, volti a favorire l’aumento della popolazione di Raganella (Hyla intermedia).

La qualificazione ambientale, a totale rimboschimento naturalistico, è inserita in un progetto di ripristino dell’ambiente naturale.
Tra i migratori non mancano alcune specie più rare come la Gru (Grus grus), impressionante la migrazione autunnale del 2002, con oltre mille esemplari, la Cicogna nera (Ciconia nigra), la Cicogna bianca (Ciconia ciconia), il Mignattaio (Plegadis falcinellus), la Spatola (Platalea leucorodia), ma anche altri migratori di taglia più piccola come il Frosone (Coccothraustes coccothraustes), il Beccafico (Sylvia borin), lo Zigolo muciatto (Emberiza cia) e l’Averla capirossa (Lanius senator).

Tra i mammiferi presenti nella Riserva, oltre alla Faina (Martes foina) e alla Puzzola (Mustela putorius), vanno ricordati la Donnola (Mustela nivalis), il Tasso (Meles meles), la Volpe (Vulpes vulpes) e lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris).

Anche il Cinghiale (Sus scrofa), proveniente dal vicino Parco Nazionale, è presente ormai frequentemente nella riserva, soprattutto ai margini del fiume Tavo e del torrente Gallero.

Strutture della Riserva

La riserva è dotata di numerose strutture di accoglienza del pubblico:

* il Centro Visite,

* il Centro di Educazione Ambientale “A. Bellini”,

* il Museo Naturalistico “Nicola De Leone”,

* l’Orto Botanico,

* il Centro lontra,

* le Aree faunistiche,

* i Sentieri Attrezzati,

* il Giardino delle Farfalle,

* il Laboratorio e la Masseria dell’Oasi,

* la Sala polifunzionale,

* l’Ostello,

* la Foresteria,

* l’Ufficio turistico.

Per informazioni: www.cogecstre.com